92) Popper. Le regole della societ aperta.
In questa lettura Popper elenca una serie di norme che devono
essere fatte proprie da una societ aperta.
K. R. Popper, The Open Society and its Enemies, volume secondo;
traduzione italiana La societ aperta e i suoi nemici, volume
secondo, a cura di D. Antiseri, Armando, Roma, 1981, pagine 210-
211 (vedi manuale pagine 328-332).

 1. La democrazia non pu compiutamente caratterizzarsi solo come
governo della maggioranza, bench l'istituzione delle elezioni
generali sia della massima importanza. Infatti una maggioranza pu
governare in maniera tirannica. (La maggioranza di coloro che
hanno una statura inferiore a 6 piedi pu decidere che sia la
minoranza di coloro che hanno statura superiore a 6 piedi a pagare
tutte le tasse). In una democrazia, i poteri dei governanti devono
essere limitati, e il criterio di una democrazia  questo: in una
democrazia i governanti - cio il governo - possono essere
licenziati dai governati senza spargimenti di sangue. Quindi se
gli uomini al potere non salvaguardano quelle istituzioni che
assicurano alla minoranza la possibilit di lavorare per un
cambiamento pacifico, il loro governo  una tirannia.
2. Dobbiamo distinguere soltanto fra due forme di governo, cio
quello che possiede istituzioni di questo genere e tutti gli
altri; vale a dire fra democrazia e tirannide.
3. Una costituzione democratica consistente deve escludere
soltanto un tipo di cambiamento nel sistema legale, cio quel tipo
di cambiamento che pu mettere in pericolo il suo carattere
democratico.
4. In una democrazia, l'integrale protezione delle minoranze non
deve estendersi a coloro che violano la legge e specialmente a
coloro che incitano gli altri al rovesciamento violento della
democrazia.
5. Una linea politica volta all'instaurazione di istituzioni
intese alla salvaguardia della democrazia deve sempre operare in
base al presupposto che ci possono essere tendenze anti-
democratiche latenti sia fra i governati che fra i governanti.
6. Se la democrazia  distrutta, tutti i diritti sono distrutti;
anche se fossero mantenuti certi vantaggi economici goduti dai
governati, essi lo sarebbero solo sulla base della rassegnazione.
7. La democrazia offre un prezioso campo di battaglia per
qualsiasi riforma ragionevole dato che essa permette l'attuazione
di riforme senza violenza. Ma se la prevenzione della democrazia
non diventa la preoccupazione preminente di ogni battaglia
particolare condotta su questo campo di battaglia; le tendenze
antidemocratiche latenti che sono sempre presenti (e che fanno
appello a coloro che soffrono sotto l'effetto stressante della
societ), possono provocare il crollo della democrazia. Se la
comprensione di questi principi non  ancora sufficientemente
sviluppata, bisogna promuoverla. La linea politica opposta pu
riuscire fatale; essa pu comportare la perdita della battaglia
pi importante, che  la battaglia per la stessa democrazia.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume terzo, pagine 502-503.
